Sulla base di quanto scritto
nella rubrica precedente dunque il prodotto commerciale ProfiBase
ed il concetto stesso di base professionale si identificano, sono in sostanza una stessa
cosa. ProfiBase è il nome da me dato al mio prodotto, seguendo
un sistema abbastanza comune in Germania quando si tratta di distinguere un prodotto
professionale, fatto quindi seguendo criteri specifici di ricerca e di applicazione
tecnica della medesima, da un prodotto invece improvvisato o copiato. Alla denominazione
del prodotto professionalmente concepito e senzaltro il popolo tedesco
sta a livello mondiale ai primissimi posti per qualità e professionalità della propria
produzione industriale viene preposto il prefisso "Profi", seguito poi
dal nome delloggetto in questione. Anche la stessa espressione "Profi" a
sé stante indica in Germania una persona che in un determinato ambito lavorativo le cose
le fa come si vede, appunto da professionista. Così lespressione Profi
Base non signifca altro che una base professionale, non nel senso di
una base usata da professionisti, ossia da persone che praticano il calcio da tavolo per
mestiere, il che per il momento ancora non cè ancora, ma nel senso di base
professionalmente concepita e prodotta, dunque nel senso di un prodotto affidabile,
del quale, chi lo acquista, non se ne pentirà. ProfiBase e base
professionale sono in sostanza sinonimi. Ora è chiaro che, come del
resto previsto ed anche auspicato da me sin dagli inizi, sono pian piano venuti fuori come
funghi altri produttori, i quali, ispirati (diciamo così
) da ProfiBase,
hanno creato prodotti simili (perché uguali, per il motivo di quei segreti del produttore
di cui sopra, non è possibile). Naturalmente salta subito agli occhi la differenza che
cè tra chi le cose le ha concepite e create partendo dal nulla, dunque ne conosce
tutti gli aspetti, anche quelli invisibili al pubblico, e chi pensa di poter andare dalla
prima ditta di plastica ed ottenere, senza la necessaria preparazione e quella che si suol
chiamare la gavetta, gli stessi risultati. Ciò non è possibile, anche se, ad
una considerazione superficiale delle cose, sembra possibile. Naturalmente una basetta
accettabile, buona per il principiante, la può fare chiunque, anche copiando e prendendo
spunto da un oggetto già prodotto. Fare invece un prodotto che soddisfi le esigenze dei
grandi giocatori, per i quali una piroetta o un aggancio in più od in meno in una partita
significano un mondiale perso o vinto, è ben altra cosa. Qui cè bisogno di
qualcosa che sia veramente perfetto in ogni sua parte, da quelle visibili a quelle
invisibili, appunto qualcosa Profi. È quel che salta subito
agli occhi seguendo lo svolgimento di un torneo di livello elevato (un Grand Prix
internazionale, un Major). Ai nastri di partenza cè di tutto, dalle base Profi
alle copie più volgari passando per coloro che hanno preso spunto ma non copiato
pedissequamente ProfiBase. Poi però, man mano che si procede
con lo sviluppo del torneo, si vede che i giocatori che usano le copie diventano
arbitri, perché escono dal medesimo e possono solo arbitrare, mentre coloro che usano i
prodotti veramente professionali e fatti perbene, da chi ne capisce, restano in gara fino
alla fine e spesso, spessissimo si aggiudicano il primo posto. Basta partecipare ad un
buon torneo per vedere ciò. Naturalmente a questa, che è ormai diventata la regola dello
svolgimento dei tornei ormai da 10 anni a questa parte, ci sono delle eccezioni, ossia
tornei vinti da altri prodotti. Ma questa è appunto leccezione che conferma la
regola che fino ad oggi non è stata ancora confutata. Il dominio di ProfiBase
ai tornei di livello medio-alto nazionali ed internazionali è inconfutabile, basta vedere
i risultati di qualsiasi torneo importante e poi chiedere ai vincitori con quali basi
giocano. La Coppa del Mondo open,
dunque il massimo torneo individuale, è da 8 anni saldamente nelle mani dei giocatori ProfiBase.
Lo stesso dicasi per il Campione dItalia come per il Master FISTF, tutti tornei
vinti negli ultimi anni, se non sempre, quasi sempre da giocatori ProfiBase.
Bolognino, Delogne, Mettivieri, Hanotiaux, Giulianini, Bari, Capellacci, solo per fare
alcuni nomi, tra i primi che mi vengono in mente, senza voler togliere nulla agli altri
giocatori ProfiBase che qui ho dimenticato. Naturalmente ciò non significa alcuna presunzione mia nel dire che il mio prodotto sarà sempre il migliore e vincerà sempre. Qui si sta facendo solo storia oggettivamente documentabile degli ultimi anni. Fino ad oggi è stato così, quel che sarà domani, si vedrà. ProfiBase resta ancora la base da battere, come una volta erano le Sports Playing Figures ed i Toccer. Io ho battuto le miniature svizzere, ora gli altri devono battere me: che lo facciano! Allora: perché scegliere ProfiBase?
Perché ci si rifornisce alla fonte, da chi le cose le ha prodotte con la passione,
Nietzsche diceva di aver scritto i propri libri col sangue, dunque significa un parto che
ha avuto una lunga e travagliata gestazione, ma proprio per ciò tanto più valore ha ciò
che si è partorito, non col sangue certo, nel caso delle basette, ma col sudore del
lavoro manuale e della prova sul campo. Se le basi ProfiBase
hanno avuto tanto successo fino ad oggi ci sarà pure un motivo, no? Chi sceglie ProfiBase
va sul sicuro, un prodotto collaudato che non tradirà, un prodotto che non solo darà
grandi soddisfazioni e farà contenti, ma che col tempo di certo non perderà di
valore. In qualsiasi parte del mondo, dove si giochi a Subbuteo/Calcio da Tavolo, Profibase
è un nome affermato. Anche chi volesse un giorno per esempio per cessata attività
agonistica rivendere il suo set di basi ProfiBase non
avrà certo problemi a farlo, troverà subito acquirenti e probabilmente ad un prezzo
superiore a quello al quale lo ha acquistato, se le avrà tenute in buone condizioni. ProfiBase
offre poi una grande varietà di modelli seguendo la tabella autonomamente creata (anche
in questo caso, non copiata). Attenti anche a questo aspetto. Se volete una C5 che sia
veramente una C5 potete prendere solo una ProfiBase perché io
ho creato quella tabella ed io so che cosa ci vuole veramente per fare una C5
professionale, il che significa non solo quelle misure oggettive che tutti possono leggere
(e copiare) dalla tabella, ma anche quegli aspetti secondari segreti, che sono
però importantissimi e che non si trovano in quella tabella né si possono trovare in
alcuna altra tabella. Come distinguere una pizza
buona da una mediocre? Entrambe, certo, faranno passare la fame, ma una è profi,
laltra no, pur partendo dalla stessa ricetta oggettiva. È poi il cuoco con i suoi
segreti (la ricetta secondaria, quella non scritta) che alla fine conta. Dunque, se volete soltanto
placare la fame, scegliete una base qualsiasi, magari quella più economica, che sarà la
copia delle copie o peggio ancora la copia degli scarti miei (e, mi si creda, esiste anche
questo). Se invece aspirate anche a vincere qualcosa, a gustare non solo a sfamarvi,
allora prima o poi vi dovrete rivolgere al prodotto Profi. Lo stesso dicasi per la
plastica. Non fatevi confondere da chi esperto commerciante vi propina
discorsi oscuri e confusi su questo o quel tipo di plastica. Dieci anni fa introdussi il
pvc che in questi anni ha vinto tutto, di tutto e dappertutto. Questa è la scelta sicura
che ha avuto ed ha ancora successo a tutti i livelli. Se avete deciso di spendere una
certa cifra per il vostro hobby, non gettate i soldi acquisando prodotti fatti con
plastiche che fino ad oggi non hanno vinto niente (a meno che non lo facciate per
collezione di vari tipi di plastica, allora questa è unaltra cosa). Unica
alternativa seria al pvc può essere solo il plexiglass che offre rispetto al pvc due
vantaggi, luno estetico, ossia la trasparenza e linfinita possibilità di
colorazione, laltro tecnico, la scorrevolezza. Ma il plexiglass, materiale più
leggero del pvc ed inoltre con notevoli diversità a seconda di colorazione e di struttura
della barra iniziale da cui si estrae il prodotto finito, è difficile da gestire a
livello di bilanciamenti e di pesatura. Il pvc è in sostanza un materiale relativamente
facile da gestire, il plexiglas invece ha bisogno di unattenzione maggiore nel
momento in cui si va a montare la miniatura completa. Altri discorsi, soprattutto
di combinazione di tre materiali diversi, non costituiscono un vero e proprio progresso
nel mondo del calcio da tavolo. Basi composte da tre pezzi di plastica diversa non
hanno finora vinto niente di valido a livello mondiale e, se qualcuna di queste basi è
riuscita bene, è stato per miracolo e combinazione di vari fattori casuali e non
ripetibili, non certo per un qualcosa di infinitamente ripetibile a livello
produttivo. Quel che ne esce da una combinazione di tre materiali diversi è un puro
caso, magari fino a due materiali si riesce ancora a gestire la cosa, ma a tre
diventa praticamente impossibile (in modo professionale, sintende, ossia serio e
ripetibile nonché ad un prezzo accessibile; poi resta chiaro che le basi si possono anche
fare in oro...). Comunque alla fine poi a vincere nei tornei importanti sono sempre
le tradizionali basi vuote, leggere e bilanciabili proprio come il giocatore vuole! Dunque perché scegliere ProfiBase?
Per gustare il calcio da tavolo, non solo per placare la fame. Ed aggiungerei: ad un
prezzo che ancora oggi nonostante leuro e l'inflazione è quello di 10
anni fa, con un service che nessuna ditta al mondo penso
offra, in sostanza un prodotto nato da una grande passione e che continua ad esistere solo
per la stessa grande passione. |